NÉ SERVA NÉ PADRONA – spettacolo a Porcia PN

Lo spettacolo di Claudia Contin Arlecchino “NÉ SERVA NÉ PADRONA” inaugura l’Anno Accademico della UTLE di Porcia PN


INTERPRETI:
Claudia Contin Arlecchino (attrice)
Luca Fantinutti (musiche)

L’inaugurazione del 2 ottobre all’Auditorium R. Diemoz ospiterà l’artista pordenonese Claudia Contin Arlecchino col suo spettacolo “Né serva né padrona”, con il Patrocinio del Comune di Porcia e il sostegno della Regione Friuli Venezia Giulia.

“NÉ SERVA NÉ PADRONA”
Confessione Buffa sulle donne della Commedia dell’Arte
di e con Claudia Contin Arlecchino – musiche: Luca Fantinutti

“Né serva né padrona” è dedicato alle figure femminili della Commedia dell’Arte e alla loro emancipazione, iniziata nel Cinquecento, e che ancora oggi ispira le attrici contemporanee. Il tema fondamentale è la “Donna in scena”: oggi siamo abituati a vedere la figura e la personalità femminili sulle scene contemporanee, ma nel Sedicesimo Secolo in Italia la “Donna in Scena” era un’intrigante novità. Alle donne, sin dall’epoca classica greco-romana, era stato vietato “calcare le scene” e le Fraternal Compagnie rinascimentali della Commedia dell’Arte furono le prime a contravvenire a questa plurisecolare esclusione, portando in scena donne coraggiose che si distinsero nell’arte oratoria, poetica, musicale e comica, come l’indimenticabile attrice letterata Isabella Andreini e la coraggiosa cantante e musicista Adriana Basile. Questa rivoluzione nei confronti dell’antica condizione femminile fu una delle principali cause di censura e di condanna sulla professione degli attori e dei comici in generale, ma fu anche un’apertura straordinaria alla nuova condizione moderna della donna, ponendo le basi di una sua emancipazione, per le sue professioni e per i suoi diritti, anche nei secoli seguenti, fino alle donne del Terzo Millennio.
Oggi, in questa Confessione-Buffa, l’attrice Claudia Contin Arlecchino che “convive” da sempre, nella sua carriera teatrale, con il carattere di Arlecchino, si “spoglia” sulla scena dei suoi panni maschili e ci introduce, invece, alla sua filosofia auto ironica sulla femminilità e ai segreti del mestiere delle “Comiche”.
Si tratta di un esilarante spettacolo di trasformismo, con continui cambi di costume a vista. La poliedrica attrice Claudia Contin Arlecchino si trasforma sotto gli occhi del pubblico in tutti i personaggi di cui racconta le vite, le storie e gli aneddoti. Un cordiale Arlecchino servitore di due padrone e di tutte le donne del pubblico, si alterna alla frizzante Servetta Polentina, che offre agli spettatori assaggi delle sue bizzarre arti culinarie e casalinghe. La famosa comica rinascimentale Isabella Andreini diventa l’accorta Maestra di scostumata discrezione per tutte le donne innamorate e duetta con un preoccupatissimo Monaco Censore intento a inveire contro tutte le donne in scena. La grande cantante barocca Adriana Basile diventa la Maestra delle Arti Sceniche per tutte le Caste Cortigiane della Commedia dell’Arte. Insomma, una girandola di personaggi che danzano con il pubblico in nome di ogni più lieta emancipazione di genere tra donne e uomini.

Ordina online il libro “Né serva né padrona”

UN PETTIROSSO NELLA TEMPESTA – Il libro a Pordenonelegge 2026

Porto Arlecchino collabora alla presentazione dell’autrice esordiente Beatrice Camerin con la trilogia “UN PETTIROSSO NELLA TEMPESTA”


UN PETTIROSSO NELLA TEMPESTA – L’ECO DELLA RIVOLTA

di Beatrice Camerin – PAV Edizioni, Aprile 2025

INCONTRO CON:
Beatrice Camerin – Autrice – Vittorio Veneto
Simon Larocca – Editor – Bergamo

Un pettirosso nella tempesta è il progetto di una trilogia fantasy, opera prima della giovane autrice Beatrice Camerin. Dopo il primo volume “Soffio nel vento” edito nel 2024 da PAV Edizioni nella collana Fantasy Draghi, nel 2025 esce il secondo libro “L’Eco della Rivolta”. Ambientato nel mitico Regno di Holmer la saga porta i lettori a contatto con popolazioni e personaggi di fantasia. L’animale guida che conduce in questo nuovo mondo è una sorta di “pettirosso instancabilmente pazzo”:
<<Avete viaggiato con me in questo mondo fantastico, dove ogni individuo può sviluppare un Eko, ovvero un potere unico che dipende dal proprio io interiore, un po’ come i superpoteri, ma non ha niente a che vedere con la genetica. Siete pronti a tornare a Holmer?>>


ABSTRACT:
A qualche mese dall’attacco nella foresta, Alba sta ancora guarendo, ma l’instancabile lavoro dell’Avanguardia guidata da Rafael permette al piccolo villaggio di ekati di crescere. La regione di Benyor La Buona è insorta contro i soprusi e le persecuzioni messe in atto dal regno di Holmer, dando vita a una vera e propria ribellione, e mentre il conflitto si inasprisce, l’ombra di Khan aleggia come una minaccia. La guerra imperversa, sangue viene versato e la paura scorre nelle vene: ogni vita è a rischio. È tempo di sfidare la tempesta!


Curriculum di Betrice Camerin – Nasce a Conegliano Veneto il 28 gennaio 1992 e vive Vittorio Veneto con la numerosa famiglia. Appassionata di avventure, viaggi, arti marziali e sport a contatto con la natura, riversa le sue esperienze nelle storie dei suoi personaggi letterari.

Partner: SEICI investimenti – Vittorio Veneto

BEATRICE CAMERIN
https://www.pordenonelegge.it/autori/beatrice-camerin

SIMON LAROCCA
https://www.pordenonelegge.it/autori/simon-larocca

NÉ SERVA NÉ PADRONA – verso Pordenone Capitale della Cultura 2027


NÉ SERVA NÉ PADRONA – Lo spettacolo di Claudia Contin Arlecchino dedicato all’emancipazione femminile dal Cinquecento ai nostri giorni


IN SCENA
Claudia Contin Arlecchino
musiche di Luca Fantinutti

SCARPONE DELLA PACE – Presentazione del libro a Romans d’Isonzo GO

Il libro SCARPONE DELLA PACE di Claudia Contin Arlecchino
presentato a Versa, Romans d’Isonzo, dove soggiornò Giuseppe Ungaretti


RELATORI
Claudia Contin Arlecchino, letture e performance d’attrice/autrice
Luca Fantinutti, musiche e proiezioni
introduzione a cura di don Matteo Marega

DESCRIZIONE:
SCARPONE DELLA PACE – Equilibrismi dell’anima
Presentazione del libro con performance dell’autrice-attrice Claudia Contin Arlecchino, proiezioni e musica di Luca Fantinutti, introduzione di don Matteo Marega.
“Un racconto poetico attraverso le guerre del Novecento, compiuto dalla nonna bambina Ada alla ricerca di segni di pace, come i pensieri lasciati da Giuseppe Ungaretti, Egon Schiele, Federico García Lorca, Walter Benjamin, Paul Klee, Antonin Artaud. Accompagna il viaggio la presenza simbolica dello scarpone di un soldato, diventato un vaso dove germoglia la speranza. Memoria, pace e rinascita intrecciati in un’eredità fragile e necessaria, consegnata alle generazioni future”.

GORIZIA E UNGARETTI
“Fratelli, bratje, fradis, Brüder, brothers è la parola essenziale che sintetizza le radici, le motivazioni e gli orizzonti dell’esperienza autenticamente goriziana degli Incontri Culturali Mitteleuropei”.
È la parola che Giuseppe Ungaretti ha scritto per offrire all’umanità intera una scelta laica di autentica liberazione, riconoscendo che il nemico, perfino quello che hai davanti in una guerra dove l’unica alternativa possibile è quella della vita o della morte, resta da sempre e per sempre fratello. (Nicolò Fornasir – maggio 2016)

SCARPONE DELLA PACE
Scarpone della pace è il poema di Ada, una nonna bambina, che assieme al trisavolo Cenci attraversa le guerre e le persone in cerca di segni di pace. Un equilibrismo di anime che raccontano e si interrogano. Gli amici della storia del Novecento consegnano all’acuta ingenuità della piccola Ada la testimonianza dei loro sguardi puliti. I pensieri di Ungaretti, Schiele, Lorca, Benjamin, Artaud diventano i giochi con cui questa Bimba Arlecchino racconterà alle genti del futuro la pace degli eterni fanciulli.
Abbiamo conosciuto le storie delle grandi guerre mondiali dai racconti dei nostri nonni (quei pochi che erano tornati) e, soprattutto, dalle nostre nonne, che raccontavano dei mariti e dei figli perduti. Ciò che tornava a casa, ci dicevano, era la piastrina di riconoscimento e, a volte, i loro scarponi. Lo scarpone che tornava era segno che tutto era finito, che il cammino di chi lo aveva portato si era fermato, ma che la preziosa protezione dei piedi (dal gelo, dal fango umido, dai rovi o dal filo spinato) poteva di nuovo essere lasciata in eredità ai figli e ai nipoti, per la cura dei campi e delle montagne in tempi di pace.
Una pace così sofferta si sarebbe dovuta onorare portandola ai piedi delle generazioni future.
Se anche i figli non erano tornati, erano le nonne a portare gli scarponi nei campi o negli orti, dapprima riempiendoli di bende di cotone per metterli a loro misura, poi usandoli come contenitori del frumento raccolto, dei semi, dei fagioli da piantare.
È per questo che ogni primavera gli scarponi appesi al chiodo fuori dalla porta di casa cominciavano a germogliare, rallegrando gli usci, i balconi, le scale del patio, come una pacifica primavera fertilizzata dal sangue degli uomini e dal sudore delle donne.

L’ILLUSIONE DEL PARANORMALE – serata di illusionismo a Pordenone

l’illusionista JAN HIDDEN a “INCONTRAVIS” nella sede AVIS Borgomeduna di Pordenone


DESCRIZIONE:
L’ILLUSIONE DEL PARANORMALE – tra misteri, magia e parapsicologia
L’obiettivo della serata è quello di mostrare, senza svelare, come fenomeni apparentemente paranormali (telecinesi, lettura del pensiero, predizioni, ESP) possano essere spiegati e replicati con trucchi di illusionismo, lasciando il pubblico affascinato ma anche consapevole della suggestione e della manipolazione della percezione.
Non si vuole sminuire la curiosità per il paranormale, ma mostrare che la scienza e la psicologia spiegano molti fenomeni apparentemente “soprannaturali”.
Jan Hidden ci mostrerà alcuni esempi concreti di come la mente può essere ingannata (ottiche, giochi di memoria, trucchi semplici con le mani).
Sarà una serata allo stesso tempo affascinante e dimostrativa, dove il pubblico potrà divertirsi con l’illusione e, allo stesso tempo, vedere come il “paranormale” possa essere ingannevole.
La serata, primo appuntamento per la nuova serie di incontri e iniziative chiamata INCONTRAVIS, è organizzata e proposta congiuntamente da Porto Arlecchino e AVIS Borgomeduna OdV.

JAN HIDDEN:
Da più di vent’anni si occupa dello studio della Parapsicologia e dei Fenomeni Paranormali e di come sia possibile riprodurli.

RADICI 2026 si chiude con la presentazione del libro “Le sette vite del Teatro Ridotto”

Porto Arlecchino torna a Bologna per la presentazione del primo libro sulla storia del Teatro Ridotto


DESCRIZIONE:
Siamo lieti di invitarvi alla presentazione del primo libro che racconta la storia del Teatro Ridotto dal titolo “Le sette vite del Teatro Ridotto”, a cui hanno lavorato a più mani il Prof. Marcello Gallucci, Lina Della Rocca e Cleiton Rocha.
L’evento di presentazione del libro si terrà il 30 maggio 2026, a partire dalle ore 18.00 presso la Casa delle Culture e dei Teatri, in conclusione della stagione di prosa dal titolo “Radici”.
La realizzazione del volume è il frutto di oltre quarant’anni di storia e vogliamo ringraziarvi per la costante preziosa attenzione che il pubblico e gli amici hanno rivolto verso le attività e le proposte organizzate dal Teatro durante questi anni.
Un caro saluto dal gruppo Teatro Ridotto

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