RASSEGNA RADICI 2026 – Presentazione Programma a Bologna

Apertura della rassegna RADICI 2026 del Teatro Ridotto di Bologna
con la presenza di Claudia Contin Arlecchino alla Conferenza Stampa


COMUNICATO STAMPA:

Teatro Ridotto presenta Radici, la nuova rassegna di spettacoli, laboratori e progetti speciali che quest’anno festeggia un felice traguardo: la trentesima edizione di una programmazione ricca e suggestiva.
RADICI è un’espressione che richiama la ricerca delle origini e il legame profondo con la natura, intesa sia nella sua dimensione biologica sia come patrimonio culturale. Simboleggia la forza interiore e il passato da cui traiamo nutrimento per continuare a crescere. Le nostre radici affondano in oltre quarantatrè anni di apprendistato e ricerca, maturati attraverso l’incontro e il lavoro con maestri fondamentali del teatro contemporaneo quali Eugenio Barba, Iben Nagel Rasmussen e Jerzy Grotowski. Un percorso arricchito dai numerosi scambi culturali con colleghi teatrali internazionali, e reso possibile grazie a spettatori e partecipanti che hanno creduto nel nostro lavoro, permettendoci di dare continuità alla ricerca fino a oggi. La stagione 2026, è il frutto di uno sguardo attento e consapevole, di chi guarda al futuro ma con un ricordo vivo e forte delle proprie origini.

Quest’anno la rassegna propone otto spettacoli serali, quasi sempre seguiti da un incontro con studiosi del settore e accademici. Sono previsti quattro laboratori con maestri di calibro internazionale, ed 1 incontro-laboratorio sulla scrittura di Pasolini. All’interno della stagione, sono anche previsti progetti speciali e presentazione di libri di prossima pubblicazione.

Radici viene inaugurata venerdì 30 gennaio con uno dei testi must della letteratura “Amleto”, una produzione Nastri Teatro con la regia di Alessandro Casiglia. Dopo lo spettacolo il prof. Marco De Marinis presenta il suo nuovo libro “Regia erotica. Il novecento teatrale e I suoi doppi” in un dialogo con i docenti ed esperti: Laura Budriesi, Gerardo Guccini, Silvia Mei, Raul Laiza e Agata Tomsic. Giovedì 19 febbraio il chitarrista danese Henrik Andersen e Simona Zanini portano in scena “The Shape of Sound”, una performance tra danza e musica, prodotta da Out of the Box Theatre, sulla relazione più tortuosa e irresistibile: il rapporto con la propria vocazione. A seguire un incontro con il prof. Matteo Casari, uno dei maggiori studiosi italiani del Teatro Asiatico.
“La primavera nella chioma” è lo spettacolo in programma venerdì 13 marzo, con Silvia Martorana che rende omaggio ad alcuni dei più celebri brani di Gabriella Ferri e alle sue maestose doti canore. Ancora a marzo, domenica 22, torna nel cartellone del Ridotto, per il terzo anno consecutivo, Claudia Contin Arlecchino con “Vizi e virtù. In scena con Arlecchino”. Lo spettacolo è solo uno dei momenti di questa tappa bolognese dell’artista, nonché prima donna nota nel mondo ad aver indossato i panni di Arlecchino. Infatti, dopo lo spettacolo, l’artista ci regalerà la sua presenza per una chiacchierata amichevole in compagnia del prof. Marcello Gallucci e Lina Della Rocca, inoltre, nei giorni precedenti lo spettacolo, terrà un workshop dal titolo “Corpi e azioni sotto la maschera” insieme a Luca Fantinutti e aperto a chiunque si voglia cimentare o approfondire l’apprendimento dell’antica arte dell’attore comico, con la riscoperta della ricca gestualità Italiana.
Quest’ultima non sarà l’unica finestra aperta sulla formazione: il 31 gennaio e l’1 febbraio, al mattino, sarà possibile seguire il laboratorio sul Canto, la Danza e l’Azione dell’artista brasiliano Rodrigo Carinhana. A fine febbraio, il 27 e il 28, il primo di marzo, un workshop sulla fotografia a cura di Francesco Galli, che negli anni ha partecipato a importanti manifestazioni del Terzo Teatro e di celebri gruppi come l’Odin Teatret. Il 27 marzo un incontro sulla scrittura di Pasolini, condotto dal prof. Gerardo Guccini, dal titolo “Cambiare col mezzo del teatro. La drammaturgia di Pasolini”. Il percorso di formazione si chiude in bellezza, con “Quiet Storm. Come passare dal corpo quotidiano al corpo scenico”, a cura di Ornella Bonventre e dalla compagnia da lei fondata, Tacteatro, che ha sede in Francia, a Parigi, ma si muove nei luoghi e negli spazi che vogliono cibarsi di teatro, musica e danza. Al Teatro Ridotto il 17 aprile, Tacteatro, in anteprima italiana, presenterà il nuovo spettacolo “I dimenticati di domani”.

Altri appuntamenti serali con la rassegna 2026: “POP. Piccola Orchestra Pasolini” di Carpa e Artiteatro, il 27 marzo. Il 10 aprile Giulia Di Meco, attrice italiana residente in Spagna e specializzata nel teatro di figura, porta in scena “Senza arte né scarpe”.
A grande richiesta di pubblico torna in scena venerdì 8 maggio il musicista Filippo Poppi e la sua fantastica band con uno spettacolo musicale divertente e al tempo stesso emozionante.
Dopo anni di lavoro e di attesa finalmente il 30 maggio, è prevista la presentazione del primo libro sulla storia del Teatro Ridotto: “Il libro di Renzo Filippetti e del Teatro Ridotto” scritto a più mani dal prof. Marcello Gallucci, Cleiton Rocha e Lina Della Rocca. Il lavoro sull’archivio fotografico è a cura di Giacomo Grillo e le interviste sono il frutto di rapporti artistici consolidati nel tempo e che hanno impreziosito il percorso filologico della storia del Teatro Ridotto.

Nella programmazione ritroviamo, alla sua quarta edizione, “Risonanze&Vicinaze realizzato in collaborazione con l’associazione Gli Amici di Luca e il gruppo Dopo…di nuovo gli amici di Luca; nato da un’idea di Alessandra Cortesi e Lina Della Rocca, con l’intento di costruire pratiche teatrali inclusive e aperte a persone con fragilità o esiti di coma. Gli incontri si terranno a marzo, il 16, il 23 e il 30 marzo, giornata in cui è prevista una restituzione del progetto, aperta al pubblico.

Dal 21 al 25 maggio “Finestre sul giovane teatro”, il meeting residenziale internazionale sul bios dell’attore e dell’attrice, che quest’anno giunge alla sua diciassettesima edizione. E’ ancora aperta la chiamata artistica per partecipare al progetto, per le compagnie e per singoli artisti, nazionali ed internazionali. E’ possibile in alcuni momenti partecipare anche come uditori. Per questa edizione gli Accademici che seguiranno il progetto sono: prof. Marcello Gallucci (Accademia di Belle Arti di Roma), prof. Matteo Casari (Dipartimento di Arti – Alma Mater Bologna), prof. Gabriele Sofia (Università Roma Tre), prof. Gerardo Guccini (già docente Dipartimento di Arti – Alma Mater Bologna). La serata conclusiva si terrà il 24 maggio, al Teatro Ridotto, negli spazi della Casa delle Culture e dei Teatri.

COMMEDIA DELL’ARTE – Workshop a Bologna – aperte le iscrizioni al Teatro Ridotto

“CORPI E AZIONI SOTTO LA MASCHERA”
Laboratorio teatrale di Commedia dell’Arte a Bologna
con Claudia Contin Arlecchino e Luca Fantinutti


DOCENTI
Claudia Contin Arlecchino
Luca Fantinutti

DESCRIZIONE:
I maestri di Porto Arlecchino, Claudia Contin Arlecchino e Luca Fantinutti, tornano al Teatro Ridotto di Bologna in occasione della Rassegna 2026 “RADICI” con un laboratorio teatrale di Commedia dell’Arte dal titolo “Corpi e azioni sotto la maschera”.

CONTENUTI DEL LABORATORIO
Il teatro antico medievale e il teatro moderno rinascimentale e barocco si basavano sugli archetipi delle tradizioni tragicomiche che sono confluite nel vivace filone della Commedia dell’Arte. Claudia Contin Arlecchino e Luca Fantinutti trasferiscono le forme d’arte tradizionali in un teatro fisico contemporaneo con maschere e musica. La fascinazione delle maschere si esplica nella musica del corpo, nel ritmo delle azioni, nella poetica dei gesti, nell’armonia dei racconti ironici, nel patos degli istinti primari dell’umanità, nell’irrefrenabile trasporto delle emozioni basilari come la fame e l’amore.

Le maschere della Commedia dell’Arte hanno aspetti sia antropologici che zoomorfi. Il loro comportamento è pieno di movimenti istintivi e amplificati. Attraverso la ricostruzione del comportamento delle maschere, il laboratorio propone l’apprendimento dell’antica arte dell’attore comico, con la riscoperta della ricca gestualità italiana, dell’antica tradizione dei saltimbanchi medievali, della grande professionalità dei comici rinascimentali. Anche nel Terzo Millennio la lezione delle maschere ci offre continue ispirazioni per nuove forme di teatro contemporaneo.

Il workshop prevede l’introduzione alle maschere corporee per l’attore contemporaneo, con particolare attenzione ai comportamenti dei alcuni dei personaggi più conosciuti di questo genere di rappresentazione, come: Arlecchino, Zanni, Pantalone, Balanzone, Brighella, Colombina, Pulcinella, Innamorati, Capitani e Cortigiane.

“VIZI E VIRTÙ IN SCENA CON ARLECCHINO” al Teatro Ridotto di Bologna

“VIZI E VIRTÙ IN SCENA CON ARLECCHINO”
Claudia Contin Arlecchino e Luca Fantinutti
alla rassegna “Radici” del Teatro Ridotto di Bologna


IN SCENA
Claudia Contin Arlecchino – performer
Luca Fantinutti – musicista

DESCRIZIONE:
Claudia Contin Arlecchino e Luca Fantinutti, il duo di Porto Arlecchino, torna per il terzo anno consecutivo al Teatro Ridotto di Bologna per la rassegna teatrale 2026 intitolata “RADICI”.

VIZI E VIRTÙ IN SCENA CON ARLECCHINO
Performance di racconti e canzoni con Claudia Contin Arlecchino e Luca Fantinutti
Reading dal nuovo volume “Il Mondologo di Arlecchino”, Edizioni Forme Libere 2026

Che cos’è questa performance? Una conferenza, un reading di racconti, un concerto, un backstage?
È tutto questo e anche qualcosina in più! Uno strampalato concerto spettacolo di Arlecchino con il suo Menestrello. Un appuntamento sorprendente con un Arlecchino Monacello che ci spiega la sua capovolta concezione dei Vizi Virtuosi e delle Virtù Viziose.
Il termine “Monacello” è un diminutivo vezzoso di “Monaco”: significa monaco giovane oppure piccolo di statura e corrisponde a fraticello o fratino. Tutte qualità di cui Arlecchino crede di potersi ammantare. Monacello, però, risuona anche con la mitica figura napoletana del “Munaciello”: una leggenda molto antica che alcuni fanno risalire al XV secolo e che tutt’oggi fa emergere dalla Napoli sotterranea la presenza di un reietto revenant. Il Munaciello sarebbe il fantasma o il demone dei pozzi d’acqua che connettono le case della città di superficie con l’intricata città sotterranea. Al misterioso Munaciello si attribuiscono tutti i furti degli oggetti che scompaiono in casa, così come tutti i doni inspiegabili che i mariti ritrovano in possesso delle mogli casalinghe, inclusi i figli illegittimi. Così, anche il nostro Arlecchino Monacello intraprende il suo nuovo viaggio per accaparrarsi le risate e le offerte del pubblico e, allo stesso tempo, portare doni in natura a tutti coloro che lo ascoltano. Il suo è un divertentissimo, ma anche poetico, mondo spirituale alla rovescia, che si riversa nella realtà concreta delle pulsioni naturali umane. Ogni vizio, difeso dall’avvocato teologo Arlecchino, è inframmezzato da un canto medievale o rinascimentale, selezionato dall’ampio repertorio del Menestrello Santinumi.
Si vede bene che questo è un nuovo inizio! Oratori, luoghi di culto e di pensiero, università e parchi giochi, piazze e teatri alternativi, apritevi! Sta arrivando la saggezza arlecchinesca, un po’ “terra-terra” e un po’ “cielo-cielo”. Così, svolazzando “tra laico e profano”, Arlecchino riesce a rimanere ribelle, sorprendente, sconvolgente, senza mai essere né eretico né offensivo né profanatore di ogni sensibilità umana. A presto!