DESCRIZIONE
LA MASCHERA DI ARLECCHINO
Professionismo e artigianato
La commedia dell’arte dalla battitura della maschera alla definizione drammaturgica dei personaggi
Si tratta di un BIP Erasmus – progetto speciale dell’Accademia di Belle Arti di Roma – ideato e diretto da Marcello Gallucci
con la collaborazione di Alessandro Zicoschi, Trixie Zicoschi e Claudia Federici.
Partecipano:
Yeditepe Universitesi di Istanbul
ESAD di Sevilla
EDI di Murcia
Accademia di Belle Arti di Frosinone
Il sottotitolo del workshop vuol richiamare l’attenzione su un processo interno, anche se spesso trascurato, della Commedia dell’Arte in tutte le sue accezioni. Dal primitivo associarsi ed organizzarsi per la produzione degli spettacoli, all’avvio della residenza stanziale nell’epoca d’oro della Parigi di Riccoboni fino al declino ottocentesco, i comici univano alla straordinaria perizia della loro arte scenica e alla qualità eccezionale della drammaturgia “all’improvviso” che contraddistingueva il genere, la capacità di organizzarsi in proprio creando da soli ogni supporto materiale necessario alla loro esibizione. Se una commossa e ancora recente fantasia cinematografica (Il viaggio di Capitan Fracassa, di Ettore Scola, 1990) ci ha restituito l’immagine precisa fin nei dettagli di quella che plausibilmente era la “casa viaggiante” dei comici, e si definisce con sempre maggior precisione l’elaborazione del costume per i personaggi principali, la “maschera” resta, in buona sostanza, ancora storia a parte e difficile da indagare; per la massima parte, i problemi connessi vengono risolti invocando una pretestuosa “collaborazione” tra attori e “mascherari” professionisti, per giustificare le evoluzioni delle maschere e le precisazioni delle tipologie.
Questa accezione ha però un limite di applicazione oggettivo: se è vero che la corporazione dei Maschereri era attiva in Venezia già dal 1436, specializzandosi nella produzione di maschere per spettacoli di corte e per il carnevale, la realizzazione di una “maschera” per un attore professionista è un fatto talmente personale, da non poter assolutamente esser delegato ad altri. Come dire che un attore, nella maschera, ci mette la faccia…
Claudia Contin Arlecchino e Luca Fantinutti hanno ricostruito nel loro progetto analitico dello spettacolo dell’Arte, le modalità di elaborazione e realizzazione delle maschere tradizionali, interrogando non solo l’universo simbolico degli archetipi ma, con una profondità di analisi che coglie insieme Oriente ed Occidente del teatro, ne hanno individuato le costanti e le regolazioni delle linee espressive, la cui evoluzione (nell’accezione di chi scrive) indirizza e condiziona le evoluzioni del genere e della drammaturgia relativa.
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