NÉ SERVA NÉ PADRONA – Presentazione del libro a Pordenone con “Il Circolo di Pordenone”
1 Aprile 2026
Il libro NÉ SERVA NÉ PADRONA di Claudia Contin Arlecchino presentato con “Il Circolo di Pordenone” alla Sala Degan della Biblioteca Civica di Pordenone
RELATORI Claudia Contin Arlecchino, letture e performance d’autrice Luca Fantinutti, musiche e proiezioni Romeo Pignat, introduzione alla presentazione
Con il patrocinio di Comune di Pordenone Pordenone Verso Capitale Italiana della Cultura 2027 Biblioteca Civica di Pordenone In collaborazione con Primalinea – Pordenone
DATA Lunedì 13 aprile 2026 ore 18:00
DOVE Biblioteca Civica, Sala Teresina Degan Piazzale XX Settembre, 11 – Pordenone INGRESSO LIBERO
DESCRIZIONE: “Né serva né padrona” Presentazione dell’omonimo libro-spettacolo con performance dell’autrice-attrice Claudia Contin Arlecchino, proiezioni e musica di Luca Fantinutti, introduzione di Romeo Pignat Un incontro coinvolgente che accompagna una pubblicazione e uno spettacolo teatrale e ci avvicina alla straordinaria attualità della Commedia dell’Arte, come strumento di satira e di analisi sociale. Claudia Contin Arlecchino dialoga con il pubblico nella duplice veste di autrice e attrice, regalandoci la sua energia interpretativa, accompagnata dalle musiche e dalle immagini di Luca Fantinutti. Né serva né padrona racconta una storia di emancipazione femminile poco conosciuta, che affonda le sue radici nella Commedia dell’Arte nel XVI secolo, quando la “donna in scena” era un’eresia condannata dalla Chiesa. Le “Fraternal Compagnie di Commedia dell’Arte” furono le prime a contravvenire a questa esclusione, portando a calcare il palcoscenico straordinarie figure femminili: tra queste l’indimenticabile attrice letterata Isabella Andreini e la cantante e musicista Adriana Basile. In una sorta di Confessione-Buffa, l’attrice Claudia Contin Arlecchino – che nella sua carriera teatrale “convive” da sempre con il carattere di Arlecchino – si “spoglia” sulla scena dei suoi panni maschili e ci invita a scoprire la sua filosofia autoironica sulla femminilità e i segreti del mestiere delle “comiche”, cominciato molti secoli fa come una vera e propria rivoluzione culturale. Un inno alla libertà e all’indipendenza della donna, ancora oggi di straordinaria attualità.
DESCRIZIONE: “Né serva né padrona” è dedicato alle figure femminili della Commedia dell’Arte e alla loro emancipazione, iniziata nel Cinquecento, e che ancora oggi ispira le attrici contemporanee. Il tema fondamentale è la “Donna in scena”: oggi siamo abituati a vedere la figura e la personalità femminili sulle scene contemporanee, ma nel Sedicesimo Secolo in Italia la “Donna in Scena” era un’intrigante novità. Alle donne, sin dall’epoca classica greco-romana, era stato vietato “calcare le scene” e le Fraternal Compagnie rinascimentali della Commedia dell’Arte furono le prime a contravvenire a questa plurisecolare esclusione, portando in scena donne coraggiose che si distinsero nell’arte oratoria, poetica, musicale e comica, come l’indimenticabile attrice letterata Isabella Andreini e la coraggiosa cantante e musicista Adriana Basile. Questa rivoluzione nei confronti dell’antica condizione femminile fu una delle principali cause di censura e di condanna sulla professione degli attori e dei comici in generale, ma fu anche un’apertura straordinaria alla nuova condizione moderna della donna, ponendo le basi di una sua emancipazione, per le sue professioni e per i suoi diritti, anche nei secoli seguenti, fino alle donne del Terzo Millennio. Oggi, in questa Confessione-Buffa, l’attrice Claudia Contin Arlecchino che “convive” da sempre, nella sua carriera teatrale, con il carattere di Arlecchino, si “spoglia” sulla scena dei suoi panni maschili e ci introduce, invece, alla sua filosofia auto ironica sulla femminilità e ai segreti del mestiere delle “Comiche”. Il testo di “Né serva né padrona” è pubblicato da Edizioni Forme Libere – Trento (Italia) nel 2015 e a gran richiesta nella nuova riedizione riveduta e ampliata del Marzo 2024.
Citazione: “La possibilità di auto-determinazione e di presa di responsabilità artistica deve essere garantita anche alle donne. Le donne non sono artiste solo perché sanno parlare di se stesse o della femminilità, ma perché possono parlare con forza e con capacità di contagio, delle questioni del mondo intero: possono essere mimetiche, trasformiste, intense e tragiche, o comiche e autoironiche” (Claudia Contin Arlecchino)
DESCRIZIONE: EVENTO: I VENERDÌ DI ICM Scarpone della pace – Equilibrismi dell’anima Presentazione del libro con performance dell’autrice-attrice Claudia Contin Arlecchino, proiezioni e musica di Luca Fantinutti, introduzione di Romeo Pignat. “Un racconto poetico attraverso le guerre del Novecento, compiuto dalla nonna bambina Ada alla ricerca di segni di pace, come i pensieri lasciati da Giuseppe Ungaretti, Egon Schiele, Federico García Lorca, Walter Benjamin, Paul Klee, Antonin Artaud. Accompagna il viaggio la presenza simbolica dello scarpone di un soldato, diventato un vaso dove germoglia la speranza. Memoria, pace e rinascita intrecciati in un’eredità fragile e necessaria, consegnata alle generazioni future”.
GORIZIA E UNGARETTI “Fratelli, bratje, fradis, Brüder, brothers è la parola essenziale che sintetizza le radici, le motivazioni e gli orizzonti dell’esperienza autenticamente goriziana degli Incontri Culturali Mitteleuropei”. È la parola che Giuseppe Ungaretti ha scritto per offrire all’umanità intera una scelta laica di autentica liberazione, riconoscendo che il nemico, perfino quello che hai davanti in una guerra dove l’unica alternativa possibile è quella della vita o della morte, resta da sempre e per sempre fratello. (Nicolò Fornasir – Vicepresidente dell ’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei di Gorizia – maggio 2016)
LA CULTURA COME MEZZO PER ABBATTERE I MURI ICM nasce a Gorizia nel 1966 per iniziativa di un gruppo di amici, intellettuali, amministratori pubblici ed esponenti del mondo imprenditoriale con l’obiettivo di ricomporre un tessuto di rapporti, valori e tradizioni disarticolatosi a seguito della prima e poi della seconda guerra mondiale. Operando su un piano più alto di quello politico o economico: si è scelta la cultura come mezzo per abbattere i muri, invisibili e non. Negli ultimi 50 anni l’Istituto ha perseguito tale scopo con una concreta e costante opera di dialogo tra est e ovest, nord e sud, mondo latino, slavo e tedesco, scegliendo come cornice Gorizia. Organizzando convegni internazionali di studio, mostre, seminari, festival cinematografici, incontri musicali.
SCARPONE DELLA PACE Scarpone della pace è il poema di Ada, una nonna bambina, che assieme al trisavolo Cenci attraversa le guerre e le persone in cerca di segni di pace. Un equilibrismo di anime che raccontano e si interrogano. Gli amici della storia del Novecento consegnano all’acuta ingenuità della piccola Ada la testimonianza dei loro sguardi puliti. I pensieri di Ungaretti, Schiele, Lorca, Benjamin, Artaud diventano i giochi con cui questa Bimba Arlecchino racconterà alle genti del futuro la pace degli eterni fanciulli. Abbiamo conosciuto le storie delle grandi guerre mondiali dai racconti dei nostri nonni (quei pochi che erano tornati) e, soprattutto, dalle nostre nonne, che raccontavano dei mariti e dei figli perduti. Ciò che tornava a casa, ci dicevano, era la piastrina di riconoscimento e, a volte, i loro scarponi. Lo scarpone che tornava era segno che tutto era finito, che il cammino di chi lo aveva portato si era fermato, ma che la preziosa protezione dei piedi (dal gelo, dal fango umido, dai rovi o dal filo spinato) poteva di nuovo essere lasciata in eredità ai figli e ai nipoti, per la cura dei campi e delle montagne in tempi di pace. Una pace così sofferta si sarebbe dovuta onorare portandola ai piedi delle generazioni future. Se anche i figli non erano tornati, erano le nonne a portare gli scarponi nei campi o negli orti, dapprima riempiendoli di bende di cotone per metterli a loro misura, poi usandoli come contenitori del frumento raccolto, dei semi, dei fagioli da piantare. È per questo che ogni primavera gli scarponi appesi al chiodo fuori dalla porta di casa cominciavano a germogliare, rallegrando gli usci, i balconi, le scale del patio, come una pacifica primavera fertilizzata dal sangue degli uomini e dal sudore delle donne.
PROGRAMMA COMPLETO Venerdì 23 gennaio, 17.00 – 18.30 Scarpone della pace – Equilibrismi dell’anima Presentazione del libro con performance dell’autrice-attrice Claudia Contin Arlecchino, proiezioni e musica di Luca Fantinutti, introduzione di Romeo Pignat
Venerdì 30 gennaio, 17.00 – 18.30 Le meraviglie della Casa Museo Biblioteca Beethoveniana di Muggia. Dove il Mito di Beethoven incontra la bellezza Con Ludovico Carrino, Sergio Carrino, Giuliana Malfatti, titolari e curatori della Casa Museo Interventi musicali del Duo violinistico Grandi: Carlo Grandi, Laura Grandi
Venerdì 6 febbraio, 17.00 – 18.30 Aṣṭāṅga Yoga: Suggestioni di una disciplina complessa tra Oriente e Occidente Tradizione, filosofia e mercato globale: comprendere lo yoga oltre i luoghi comuni Elena Guerra e Andrea Vacchi dialogano con gli autori Michele Fabbri e Beatrice Pavasini
Venerdì 13 febbraio, ore 17.00 – 18.30 I morti senza pace della Grassigna Interviene il giovane storico Paolo Visintin
Venerdì 20 febbraio, 17.00 – 18.30 Borc San Roc 37, Costumanze Goriziane Intervengono Vanni Feresin, Matej Tratnik, Matej Šekli, Luca Olivo, Andrej Drosghig
Venerdì 27 febbraio, 17.00 – 18.30 Luigi Faidutti un testimone della fede e della giustizia sociale Il giornalista Ivan Bianchi intervista il professor Ferruccio Tassin