COMMEDIA E TRAGEDIA DELL’ARTE
Cinque giorni di workshop pratico intensivo in Andalusia con i maestri Claudia Contin Arlecchino e Luca Fantinutti
DOCENTI
Claudia Contin Arlecchino
Luca Fantinutti
DATA
dal 12 al 16 Gennaio 2026
DOVE
Centro Internacional de Investigación Teatral TNT
Avenida Parque de Despeñaperros 1, 41015 Sevilla – España
INFORMAZIONI:
ATALAYA
+34 954 950 376
programacion@atalaya-tnt.com
EVENTO
Porto Arlecchino torna in Andalusia presso Atalaya-TNT, uno dei Centri di Ricerca Teatrale più importanti della Spagna e d’Europa per quanto riguarda la formazione professionale di attori nell’ambito dell’Antropologia Teatrale, del Teatro Classico e Contemporaneo.
Con i Maestri italiani Claudia Contin Arlecchino e Luca Fantinutti, anche quest’anno lavoreranno giovani attori selezionati dal regista Ricardo Iniesta e dall’equipe didattica del TNT Centro Internacional de Investigación Teatral
IL LABORATORIO
Le tecniche d’attore di cui si occupa Claudia Contin Arlecchino sin dagli anni Ottanta riguardano due linee di ricerca ormai conosciute in tutto il mondo. Da un lato una raffinata ricostruzione della Commedia dell’Arte a partire dall’iconografia delle maschere e delle compagnie comiche, antiche e moderne. Dall’altro lato una innovativa tecnica chiamata Tragedia dell’Arte per il teatro contemporaneo fondata a partire dall’iconografia e dalla poetica delle avanguardie artistiche del primo Novecento: in particolare dai quadri del pittore Egon Schiele (1890-1918). Il laboratorio pratico “Commedia e Tragedia dell’Arte” intende accompagnare gli attori un percorso tra le “Maschere Grottesche” e i “Volti Trasfigurati” dei nostri giorni.
CONTENUTI
La Commedia dell’Arte raggruppa molte esperienze diverse, che hanno in comune senz’altro un rapporto con un antico retaggio storico importante, fatto di maschere, testi e canovacci, descrizioni scenografiche, immagini di costumi e posture fisiche, cronache di compagnie. Verso la fine del Settecento questo genere di teatro sembrò uscire dalle scene teatrali per riversarsi anche nelle baracche dei burattini e marionette o nei salotti culturali ottocenteschi. Qualche grande uomo o donna di teatro e di letteratura, invece, nei due secoli successivi ha sperimentato e rimesso in scena le maschere e i caratteri della Commedia dell’Arte, per il fascino e la forza che quel teatro popolare e di grande professionalità ha continuato a esercitare nel tempo. L’impegno di quelle persone ha consegnato al Terzo Millennio un patrimonio culturale che fa dei comici e delle maschere italiane uno dei punti di riferimento per la trasmissione delle arti d’attore alle generazioni future.
La Tragedia dell’Arte è la storia di un ermetismo necessario in poesia e pittura del primo Novecento. “La poesia è un pensiero amorevole, lanciato verso l’altro per indurlo a essere più umano”: sono le parole del poeta soldato Giuseppe Ungaretti, che mandava pensieri di umanità anche in mezzo alla mostruosità della Grande Guerra. Dall’altra parte, di fronte alla trincea di Ungaretti, c’era un soldato austriaco che si chiamava Egon Schiele: anche lui dipingeva umanità. Il gesto umano sui suoi quadri si potrebbe definire nervoso e scarnificato, come nervose e scarnificate sono senz’altro le parole di Ungaretti. Da questi echi e memorie di parole e iconografie, Claudia Contin Arlecchino ha costruito, a partire dalla fine degli anni Ottanta, una straordinaria tecnica teatrale trasmissibile per l’attore contemporaneo, oggi conosciuta in tutto il mondo come “Tragedia dell’Arte”.
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EDIZIONE PASSATA
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